
L’installazione Neon Body esplora la fusione tra organico e sintetico, indagando l’evoluzione dell’essere umano in relazione alla tecnologia. L’opera è composta da una tela a olio (110x60 mm) posizionata a sinistra e un monitor da 49 pollici a destra, entrambi installati alla stessa altezza. L’immagine proiettata sullo schermo riproduce esattamente le dimensioni della tela, creando un dialogo tra pittura e digitale, rafforzato da una colonna sonora diffusa tramite il monitor.
The Neon Body installation explores the fusion of organic and synthetic, examining human evolution in relation to technology. The work consists of an oil painting (110x60 mm) positioned on the left and a 49-inch monitor on the right, both installed at the same height. The projected image on the screen mirrors the painting’s dimensions, creating a dialogue between traditional and digital media, enhanced by a soundtrack played through the monitor.
L’iconografia delle due opere converge verso un punto centrale, un effetto che può essere enfatizzato posizionando l’installazione in un angolo dello spazio. Il contrasto tra i colori intensi verde vibrante e fucsia brillante suggerisce il superamento dei confini tra naturale e artificiale, mentre la forma negativa creata dalle figure svela una silhouette nascosta, simbolo di un’identità in trasformazione.
The visual elements converge towards a central point, an effect that can be intensified by placing the installation in a corner. The interplay of vivid green and bright fuchsia suggests the dissolution of boundaries between natural and artificial, while the negative space formed by the figures reveals a hidden silhouette—an identity in transformation.

Neon Body è una riflessione sulla continua ridefinizione dell’umano nell’era della tecnologia. Non oppone biologico e meccanico, ma li presenta come elementi interdipendenti, in un processo di co-evoluzione. L’opera propone un futuro in cui l’essere non è più una condizione statica, ma un costante divenire.
Neon Body reflects on the ongoing redefinition of humanity in the technological age. It does not contrast the biological and the mechanical but presents them as interdependent forces in a process of co-evolution. The work envisions a future where being is no longer a static state but a continuous transformation.
